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<title>foto feed: Italia...andando: la Toscana Categoria</title>
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<pubDate>Lun, 23 Maggio 2011 15:16:25 +0200</pubDate>
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	<pubDate>Lun, 23 Maggio 2011 15:16:25 +0200</pubDate>
	<title>Nuova Immagine (no testo alternativo) - 27.3.2011</title>
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		title="Nuova Immagine (no testo alternativo) - 27.3.2011"&gt;
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	<pubDate>Lun, 23 Maggio 2011 15:15:50 +0200</pubDate>
	<title>Nuova Immagine (no testo alternativo) - 27.3.2011</title>
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	<pubDate>Lun, 23 Maggio 2011 15:15:21 +0200</pubDate>
	<title>Nuova Immagine (no testo alternativo) - 27.3.2011</title>
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	<pubDate>Lun, 23 Maggio 2011 15:14:58 +0200</pubDate>
	<title>Nuova Immagine (no testo alternativo) - 27.3.2011</title>
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		&lt;img src="http://www.arandan.net/thumbs/5751-san_gimignano_2011_047.jpg" alt="Nuova Immagine (no testo alternativo) - 27.3.2011" style="border: 1px solid #000000;" /&gt;
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	<pubDate>Lun, 23 Maggio 2011 15:14:03 +0200</pubDate>
	<title>Nuova Immagine (no testo alternativo) - 27.3.2011</title>
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		title="Nuova Immagine (no testo alternativo) - 27.3.2011"&gt;
		&lt;img src="http://www.arandan.net/thumbs/5750-san_gimignano_2011_038.jpg" alt="Nuova Immagine (no testo alternativo) - 27.3.2011" style="border: 1px solid #000000;" /&gt;
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<item>
	<pubDate>Lun, 23 Maggio 2011 15:13:31 +0200</pubDate>
	<title>  La storia di questa chiesa è strettamente legata alle vicende del castello di Monteriggioni. Venne costruita tra il 1213, anno di fondazione di Monteriggioni[1], e il 10 giugno 1235 quando, al suo interno, i delegati dei comuni di Siena e di Poggibonsi accettarono le condizioni di pace con i Fiorentini[2]. La nuova parrocchia che nacque dopo la sua fondazione dipendeva dalla pieve di Marmoraia e riunì i popoli della canonica di Stomennano e della chiesa di San Giovanni a Stecchi[3].
Lo sviluppo di Monteriggioni fece aumentare l'importanza della chiesa, tanto che alla fine del XIII secolo fu promossa a pieve: vi venne trasferito il titolo di Canonica Sanctae Marie Stemennano e vi fu posto il fonte battesimale[3]. Aveva rendite del tutto paragonabili a quelle delle vicine pievi senesi[4] [5]. Fino ai primi del XIV secolo veniva usata sia per le funzioni religiose che per quelle civili. Nel 1299 vi fu posta una nuova campana ancora oggi presente, tale campana proveniva forse dalla rocca del castello [6]; il 12 giugno 1313 risulta che l'abate di Isola, signore dei terreni circostanti, vi sedesse abitualmente[3].
Nel 1360 gli statuti della repubblica di Siena stabilirono i confini del piviere di Monteriggioni: era formato da 10 chiese suffraganee[7].
Nella prima metà del XIX secolo l'edificio venne in parte trasformato[8]. - 27.3.2011</title>
	<link>http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5749</link>
	<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5749"  
		title="  La storia di questa chiesa è strettamente legata alle vicende del castello di Monteriggioni. Venne costruita tra il 1213, anno di fondazione di Monteriggioni[1], e il 10 giugno 1235 quando, al suo interno, i delegati dei comuni di Siena e di Poggibonsi accettarono le condizioni di pace con i Fiorentini[2]. La nuova parrocchia che nacque dopo la sua fondazione dipendeva dalla pieve di Marmoraia e riunì i popoli della canonica di Stomennano e della chiesa di San Giovanni a Stecchi[3].
Lo sviluppo di Monteriggioni fece aumentare l'importanza della chiesa, tanto che alla fine del XIII secolo fu promossa a pieve: vi venne trasferito il titolo di Canonica Sanctae Marie Stemennano e vi fu posto il fonte battesimale[3]. Aveva rendite del tutto paragonabili a quelle delle vicine pievi senesi[4] [5]. Fino ai primi del XIV secolo veniva usata sia per le funzioni religiose che per quelle civili. Nel 1299 vi fu posta una nuova campana ancora oggi presente, tale campana proveniva forse dalla rocca del castello [6]; il 12 giugno 1313 risulta che l'abate di Isola, signore dei terreni circostanti, vi sedesse abitualmente[3].
Nel 1360 gli statuti della repubblica di Siena stabilirono i confini del piviere di Monteriggioni: era formato da 10 chiese suffraganee[7].
Nella prima metà del XIX secolo l'edificio venne in parte trasformato[8]. - 27.3.2011"&gt;
		&lt;img src="http://www.arandan.net/thumbs/5749-san_gimignano_2011_029.jpg" alt="  La storia di questa chiesa è strettamente legata alle vicende del castello di Monteriggioni. Venne costruita tra il 1213, anno di fondazione di Monteriggioni[1], e il 10 giugno 1235 quando, al suo interno, i delegati dei comuni di Siena e di Poggibonsi accettarono le condizioni di pace con i Fiorentini[2]. La nuova parrocchia che nacque dopo la sua fondazione dipendeva dalla pieve di Marmoraia e riunì i popoli della canonica di Stomennano e della chiesa di San Giovanni a Stecchi[3].
Lo sviluppo di Monteriggioni fece aumentare l'importanza della chiesa, tanto che alla fine del XIII secolo fu promossa a pieve: vi venne trasferito il titolo di Canonica Sanctae Marie Stemennano e vi fu posto il fonte battesimale[3]. Aveva rendite del tutto paragonabili a quelle delle vicine pievi senesi[4] [5]. Fino ai primi del XIV secolo veniva usata sia per le funzioni religiose che per quelle civili. Nel 1299 vi fu posta una nuova campana ancora oggi presente, tale campana proveniva forse dalla rocca del castello [6]; il 12 giugno 1313 risulta che l'abate di Isola, signore dei terreni circostanti, vi sedesse abitualmente[3].
Nel 1360 gli statuti della repubblica di Siena stabilirono i confini del piviere di Monteriggioni: era formato da 10 chiese suffraganee[7].
Nella prima metà del XIX secolo l'edificio venne in parte trasformato[8]. - 27.3.2011" style="border: 1px solid #000000;" /&gt;
		&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;  La storia di questa chiesa è strettamente legata alle vicende del castello di Monteriggioni. Venne costruita tra il 1213, anno di fondazione di Monteriggioni[1], e il 10 giugno 1235 quando, al suo interno, i delegati dei comuni di Siena e di Poggibonsi accettarono le condizioni di pace con i Fiorentini[2]. La nuova parrocchia che nacque dopo la sua fondazione dipendeva dalla pieve di Marmoraia e riunì i popoli della canonica di Stomennano e della chiesa di San Giovanni a Stecchi[3].
Lo sviluppo di Monteriggioni fece aumentare l'importanza della chiesa, tanto che alla fine del XIII secolo fu promossa a pieve: vi venne trasferito il titolo di Canonica Sanctae Marie Stemennano e vi fu posto il fonte battesimale[3]. Aveva rendite del tutto paragonabili a quelle delle vicine pievi senesi[4] [5]. Fino ai primi del XIV secolo veniva usata sia per le funzioni religiose che per quelle civili. Nel 1299 vi fu posta una nuova campana ancora oggi presente, tale campana proveniva forse dalla rocca del castello [6]; il 12 giugno 1313 risulta che l'abate di Isola, signore dei terreni circostanti, vi sedesse abitualmente[3].
Nel 1360 gli statuti della repubblica di Siena stabilirono i confini del piviere di Monteriggioni: era formato da 10 chiese suffraganee[7].
Nella prima metà del XIX secolo l'edificio venne in parte trasformato[8]. - 27.3.2011&lt;/p&gt;&lt;p&gt; La facciata è stata realizzata entro il 1235 ed è a capanna con un'apertura ad occhio posta sopra il portale. Presenta un paramento murario di travertino di tonalità dorata e i cui conci sono disposti su corsi orizzontali e paralleli molto regolari. Nel portale solo l'archivolto e lo stipite sinistro sono originali[8]. Lo stesso portale presenta un estradosso crescente di stile fiorentino e una ghiera avvolgente e modanata di gusto pisano, esattamente come nella chiesa di Talciona, realizzata nel 1234[8]. L'occhio è stato realizzato con pezzi di cotto scolpiti a fogliami ed è circondato da una ghiera coordinata col portale.
La fiancata settentrionale è aperta da due monofore a doppio sguancio con archivolto in mattoni e da due portali di cui uno è tamponato. Il fianco meridionale presenta solo due monofore identiche a quelle sull'altro lato e identico all'altro lato è pure il coronamento realizzato mediante una serie di mensole in cotto dove sono scolpite delle testine umane come nella chiesa di San Jacopo al Tempio a San Gimignano[8].
La tribuna presenta il volume della scarsella quadrata coperta a crociera, opera appartenente alla prima fase di costruzione della chiesa visto che il coronamento è coordinato alle mensoline delle fiancate. A una fase più tarda appartengono l'ampia monofora al centro del vano e le due nicchie ai lati: questi interventi sono databili alla fine del XIII secolo quando la chiesa venne elevata a pieve.
Il campanile eretto utilizzando materiale antico, risale al XVIII secolo ed è posto sullo spigolo settentrionale della tribuna.
L'interno della chiesa è coperto con volte a botte lunettate. La navata è divisa dal presbiterio, rialzato di tre gradini, da un arcone acuto in mattoni. La scarsella è coperta mediante una volta a crociera.All'interno della chiesa si possono ammirare due tabernacoli del XV secolo, un quadro della Madonna di Lippo Vanni, un crocifisso ligneo e la campana donata alla chiesa dalla Repubblica di Siena nel 1298 e il coro ligneo risalente al XVI secolo.&lt;/p&gt;</description>
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	<media:title>  La storia di questa chiesa è strettamente legata alle vicende del castello di Monteriggioni. Venne costruita tra il 1213, anno di fondazione di Monteriggioni[1], e il 10 giugno 1235 quando, al suo interno, i delegati dei comuni di Siena e di Poggibonsi accettarono le condizioni di pace con i Fiorentini[2]. La nuova parrocchia che nacque dopo la sua fondazione dipendeva dalla pieve di Marmoraia e riunì i popoli della canonica di Stomennano e della chiesa di San Giovanni a Stecchi[3].
Lo sviluppo di Monteriggioni fece aumentare l'importanza della chiesa, tanto che alla fine del XIII secolo fu promossa a pieve: vi venne trasferito il titolo di Canonica Sanctae Marie Stemennano e vi fu posto il fonte battesimale[3]. Aveva rendite del tutto paragonabili a quelle delle vicine pievi senesi[4] [5]. Fino ai primi del XIV secolo veniva usata sia per le funzioni religiose che per quelle civili. Nel 1299 vi fu posta una nuova campana ancora oggi presente, tale campana proveniva forse dalla rocca del castello [6]; il 12 giugno 1313 risulta che l'abate di Isola, signore dei terreni circostanti, vi sedesse abitualmente[3].
Nel 1360 gli statuti della repubblica di Siena stabilirono i confini del piviere di Monteriggioni: era formato da 10 chiese suffraganee[7].
Nella prima metà del XIX secolo l'edificio venne in parte trasformato[8]. - 27.3.2011</media:title>
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<item>
	<pubDate>Lun, 23 Maggio 2011 15:13:11 +0200</pubDate>
	<title>  Lo stemma del Comune rappresentato, su fondo rosso, da tre torri merlate alla guelfa, la centrale aperta di nero, unite da mura racchiudenti due altre torri, la destra torricellata di un pezzo e finestrata di nero, laltra sormontata da una guardiola merlata, nel centro una chiesa, il tutto al naturale e fondato su una campagna di verde.
Monteriggioni di torri si corona"
Lungo il tracciato della via Francigena, l'asse viario che univa Roma all'Europa, Monteriggioni è un luogo quasi fuori del tempo dove arte, storia e paesaggio si fondono in un raro esempio di naturale bellezza. Le fortificazioni di "Mons Regionis", nate attorno ad un preesistente insediamento rurale di origini longobarda, risalgono all'anno 1214 (per volontà dell'allora Podestà di Siena come ricorda un'epigrafe in latino posta a lato della porta Romea), per difendere la frontiera nord e contrastare così il potere espansionistico di Firenze. - 27.3.2011</title>
	<link>http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5748</link>
	<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5748"  
		title="  Lo stemma del Comune rappresentato, su fondo rosso, da tre torri merlate alla guelfa, la centrale aperta di nero, unite da mura racchiudenti due altre torri, la destra torricellata di un pezzo e finestrata di nero, laltra sormontata da una guardiola merlata, nel centro una chiesa, il tutto al naturale e fondato su una campagna di verde.
Monteriggioni di torri si corona"
Lungo il tracciato della via Francigena, l'asse viario che univa Roma all'Europa, Monteriggioni è un luogo quasi fuori del tempo dove arte, storia e paesaggio si fondono in un raro esempio di naturale bellezza. Le fortificazioni di "Mons Regionis", nate attorno ad un preesistente insediamento rurale di origini longobarda, risalgono all'anno 1214 (per volontà dell'allora Podestà di Siena come ricorda un'epigrafe in latino posta a lato della porta Romea), per difendere la frontiera nord e contrastare così il potere espansionistico di Firenze. - 27.3.2011"&gt;
		&lt;img src="http://www.arandan.net/thumbs/5748-san_gimignano_2011_024.jpg" alt="  Lo stemma del Comune rappresentato, su fondo rosso, da tre torri merlate alla guelfa, la centrale aperta di nero, unite da mura racchiudenti due altre torri, la destra torricellata di un pezzo e finestrata di nero, laltra sormontata da una guardiola merlata, nel centro una chiesa, il tutto al naturale e fondato su una campagna di verde.
Monteriggioni di torri si corona"
Lungo il tracciato della via Francigena, l'asse viario che univa Roma all'Europa, Monteriggioni è un luogo quasi fuori del tempo dove arte, storia e paesaggio si fondono in un raro esempio di naturale bellezza. Le fortificazioni di "Mons Regionis", nate attorno ad un preesistente insediamento rurale di origini longobarda, risalgono all'anno 1214 (per volontà dell'allora Podestà di Siena come ricorda un'epigrafe in latino posta a lato della porta Romea), per difendere la frontiera nord e contrastare così il potere espansionistico di Firenze. - 27.3.2011" style="border: 1px solid #000000;" /&gt;
		&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;  Lo stemma del Comune rappresentato, su fondo rosso, da tre torri merlate alla guelfa, la centrale aperta di nero, unite da mura racchiudenti due altre torri, la destra torricellata di un pezzo e finestrata di nero, laltra sormontata da una guardiola merlata, nel centro una chiesa, il tutto al naturale e fondato su una campagna di verde.
Monteriggioni di torri si corona"
Lungo il tracciato della via Francigena, l'asse viario che univa Roma all'Europa, Monteriggioni è un luogo quasi fuori del tempo dove arte, storia e paesaggio si fondono in un raro esempio di naturale bellezza. Le fortificazioni di "Mons Regionis", nate attorno ad un preesistente insediamento rurale di origini longobarda, risalgono all'anno 1214 (per volontà dell'allora Podestà di Siena come ricorda un'epigrafe in latino posta a lato della porta Romea), per difendere la frontiera nord e contrastare così il potere espansionistico di Firenze. - 27.3.2011&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Lo stesso Dante rimase talmente impressionato dalla visione della cinta muraria di Monteriggioni al punto da creare la famosa similitudine tra le sue torri ed i giganti incatenati Attorno alla voragine di Malebolge (Inferno canto XXXI vv.40-45). L'immagine poetica dell'Alighieri è la sola testimonianza d'età Medievale che si conosca, e che stima l'altezza delle mura in circa 10 metri e un uguale sviluppo in soprelevazione delle torri. Ancora oggi la cinta muraria, scandita da 14 torri quadrangolari è di circa 560 metri ed è percorsa, alla sua sommità, da un cammino di ronda con sottopassi al livello delle torri rialzate. Castello di Monteriggioni si accede dalle due uniche porte una rivolta verso Firenze e l'altra verso Siena. Le mura, che sovrastano una dolce collina di vigneti e oliveti racchiudono gelosamente al loro interno un angolo di Medioevo. Il piccolo nucleo urbano si compone di vecchie case e di una grande piazza centrale dove si affaccia la Pieve di Santa Maria Assunta. Ed è in questo meraviglioso scenario medievale che nasce &quot;In Festa Monteriggioni di torri Si corona&quot;, che ad oggi conta quattordici edizioni, richiamando non solo cultori ed appassionati ma anche semplici turisti che, salendo al Castello per ammirare la bellezza e l'imponenza delle sue mura, si trovano d'improvviso in uno spaccato d'ambientazione Medievale di straordinaria suggestione. E quando la sera il Castello si popola come d'incanto: alla luce di fiaccole e torce, figure e personaggi in costume animano bancarelle e botteghe di arti e mestieri, ridonando così vita a quello che un tempo fu uno dei più attivi e fiorenti centri della Repubblica Senese. Aromi e cibi ormai dimenticati si alternano a giochi e spettacoli di funamboli, menestrelli, uomini d'arme: un'occasione unica per rivivere la storia di un incantevole squarcio di Medioevo.&lt;/p&gt;</description>
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	<media:title>  Lo stemma del Comune rappresentato, su fondo rosso, da tre torri merlate alla guelfa, la centrale aperta di nero, unite da mura racchiudenti due altre torri, la destra torricellata di un pezzo e finestrata di nero, laltra sormontata da una guardiola merlata, nel centro una chiesa, il tutto al naturale e fondato su una campagna di verde.
Monteriggioni di torri si corona"
Lungo il tracciato della via Francigena, l'asse viario che univa Roma all'Europa, Monteriggioni è un luogo quasi fuori del tempo dove arte, storia e paesaggio si fondono in un raro esempio di naturale bellezza. Le fortificazioni di "Mons Regionis", nate attorno ad un preesistente insediamento rurale di origini longobarda, risalgono all'anno 1214 (per volontà dell'allora Podestà di Siena come ricorda un'epigrafe in latino posta a lato della porta Romea), per difendere la frontiera nord e contrastare così il potere espansionistico di Firenze. - 27.3.2011</media:title>
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	<pubDate>Lun, 23 Maggio 2011 15:12:45 +0200</pubDate>
	<title>  Il territorio di Monteriggioni presenta al suo interno tratti fisici estremamente differenziati: si può infatti notare facilmente come attorno al rilievo del Montemaggio siano presenti alcune piccole pianure come Pian del Lago e pian del Casone, il Canneto, alternate ad una serie di piccole valli formate da torrenti e ruscelli che caratterizzano la parte centrale e orientale del territorio.
Uno dei borghi più antichi del territorio è quello di Abbadia a Isola, oltre Abbadia è possibile visitare Strove, un antichissimo borgo di poco posteriore al VI secolo, con una preziosa pieve a capanna. All'interno delle ex paludi del Canneto e nei pressi di Scarna si trova una necropoli etrusca, risalente al IV secolo a.C.
Altri luoghi di notevole importanza sono il trecentesco Castello della Chiocciola e la villa di Santa Colomba che, a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, fu la residenza del signore di Siena Pandolfo Petrucci. - 27.3.2011</title>
	<link>http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5747</link>
	<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5747"  
		title="  Il territorio di Monteriggioni presenta al suo interno tratti fisici estremamente differenziati: si può infatti notare facilmente come attorno al rilievo del Montemaggio siano presenti alcune piccole pianure come Pian del Lago e pian del Casone, il Canneto, alternate ad una serie di piccole valli formate da torrenti e ruscelli che caratterizzano la parte centrale e orientale del territorio.
Uno dei borghi più antichi del territorio è quello di Abbadia a Isola, oltre Abbadia è possibile visitare Strove, un antichissimo borgo di poco posteriore al VI secolo, con una preziosa pieve a capanna. All'interno delle ex paludi del Canneto e nei pressi di Scarna si trova una necropoli etrusca, risalente al IV secolo a.C.
Altri luoghi di notevole importanza sono il trecentesco Castello della Chiocciola e la villa di Santa Colomba che, a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, fu la residenza del signore di Siena Pandolfo Petrucci. - 27.3.2011"&gt;
		&lt;img src="http://www.arandan.net/thumbs/5747-san_gimignano_2011_021.jpg" alt="  Il territorio di Monteriggioni presenta al suo interno tratti fisici estremamente differenziati: si può infatti notare facilmente come attorno al rilievo del Montemaggio siano presenti alcune piccole pianure come Pian del Lago e pian del Casone, il Canneto, alternate ad una serie di piccole valli formate da torrenti e ruscelli che caratterizzano la parte centrale e orientale del territorio.
Uno dei borghi più antichi del territorio è quello di Abbadia a Isola, oltre Abbadia è possibile visitare Strove, un antichissimo borgo di poco posteriore al VI secolo, con una preziosa pieve a capanna. All'interno delle ex paludi del Canneto e nei pressi di Scarna si trova una necropoli etrusca, risalente al IV secolo a.C.
Altri luoghi di notevole importanza sono il trecentesco Castello della Chiocciola e la villa di Santa Colomba che, a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, fu la residenza del signore di Siena Pandolfo Petrucci. - 27.3.2011" style="border: 1px solid #000000;" /&gt;
		&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;  Il territorio di Monteriggioni presenta al suo interno tratti fisici estremamente differenziati: si può infatti notare facilmente come attorno al rilievo del Montemaggio siano presenti alcune piccole pianure come Pian del Lago e pian del Casone, il Canneto, alternate ad una serie di piccole valli formate da torrenti e ruscelli che caratterizzano la parte centrale e orientale del territorio.
Uno dei borghi più antichi del territorio è quello di Abbadia a Isola, oltre Abbadia è possibile visitare Strove, un antichissimo borgo di poco posteriore al VI secolo, con una preziosa pieve a capanna. All'interno delle ex paludi del Canneto e nei pressi di Scarna si trova una necropoli etrusca, risalente al IV secolo a.C.
Altri luoghi di notevole importanza sono il trecentesco Castello della Chiocciola e la villa di Santa Colomba che, a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, fu la residenza del signore di Siena Pandolfo Petrucci. - 27.3.2011&lt;/p&gt;&lt;p&gt; La costruzione
Il Castello di Monteriggioni fu costruito dai senesi, per ordinanza del podestà Guelfo da Porcari, in un periodo compreso tra il 1214 e il 1219. Il terreno, acquistato dalla famiglia nobile Da Staggia, era la sede di un'antica fattoria Longobarda (la denominazione di Montis Regis probabilmente indicava un fondo di proprietà regale o che godeva di esenzioni fiscali da parte della corona).
La costruzione del castello ad opera della Repubblica di Siena ebbe principalmente scopo difensivo, in quanto il borgo sorse sul monte Ala in posizione di dominio e sorveglianza della Francigena, per controllare le valli dell'Elsa e dello Staggia in direzione di Firenze, storica rivale di Siena.
L'edificazione praticamente ex novo di un castello rappresentava una novità nella politica espansionistica senese: in precedenza, infatti, la città aveva acquistato castelli già esistenti, come quello di Quercegrossa.
Il tracciato circolare delle mura fu ottenuto semplicemente seguendo l'andamento naturale della collina.
Non c'è accordo degli storici sull'eventuale presenza del ponte levatoio. Certa è invece la presenze delle saracinesche, ovvero spesse porte di legno ricoperte di ferro che venivano azionate tramite carrucole. Anche oggi le due porte presentano i segni dei cardini e delle buche causati delle stanghe di chiusura. Sulla porta San Giovanni si possono anche notare i segni del rivellino, un'altra struttura difensiva di forma rettangolare collocata di fronte alla porta e anch'essa dotata di un ponte levatoio o di una seconda porta.
Il Castello di Monteriggioni era inoltre circondato dalle cosiddette carbonaie, ovvero fossati pieni di carbone che veniva incendiato per respingere gli assalti.&lt;/p&gt;</description>
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Uno dei borghi più antichi del territorio è quello di Abbadia a Isola, oltre Abbadia è possibile visitare Strove, un antichissimo borgo di poco posteriore al VI secolo, con una preziosa pieve a capanna. All'interno delle ex paludi del Canneto e nei pressi di Scarna si trova una necropoli etrusca, risalente al IV secolo a.C.
Altri luoghi di notevole importanza sono il trecentesco Castello della Chiocciola e la villa di Santa Colomba che, a cavallo fra Quattrocento e Cinquecento, fu la residenza del signore di Siena Pandolfo Petrucci. - 27.3.2011</media:title>
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	<pubDate>Lun, 23 Maggio 2011 15:12:08 +0200</pubDate>
	<title>Monteriggioni - 27.3.2011</title>
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	<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5746"  
		title="Monteriggioni - 27.3.2011"&gt;
		&lt;img src="http://www.arandan.net/thumbs/5746-san_gimignano_2011_011.jpg" alt="Monteriggioni - 27.3.2011" style="border: 1px solid #000000;" /&gt;
		&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Monteriggioni - 27.3.2011&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description>
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	<media:title>Monteriggioni - 27.3.2011</media:title>
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<item>
	<pubDate>Mer, 11 Maggio 2011 13:27:01 +0200</pubDate>
	<title>Le chiese 
La Collegiata di Santa Maria Assunta, conosciuta anche come il Duomo di San Gimignano è la chiesa principale di San Gimignano.
Situata in piazza del Duomo è alla sommità di un'ampia scalinata dalla quale domina il lato occidentale della piazza. Eretta forse nel 1056 e sicuramente consacrata nel 1148 venne prima ristrutturata nel 1239 e poi ingrandita nel 1460 su progetto di Giuliano da Maiano.
La spoglia facciata è il frutto della sistemazione duecentesca per poi essere più volte trasformata nel corso dei secoli con l'apertura delle due porte laterali e delle finestre circolari. L'interno a tre navate divise da colonne richiama lo stile delle pievi casentinesi; le navate furono coperte da volte nel XIV secolo, nel XV secolo Giuliano da Maiano progettò l'allungamento della crociera e del presbiterio e costruì le cappelle della Concezione e di Santa Fina. Tutte le pareti e le volte sono ricoperte di affreschi realizzati da vari artisti e principalmente da Lippo Memmi e da Bartolo di Fredi. Nel corso della seconda guerra mondiale la chiesa ed i suoi affreschi subirono notevoli danni, riparati da ripetute campagne di restauri.
   - 27.3.2011</title>
	<link>http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5733</link>
	<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5733"  
		title="Le chiese 
La Collegiata di Santa Maria Assunta, conosciuta anche come il Duomo di San Gimignano è la chiesa principale di San Gimignano.
Situata in piazza del Duomo è alla sommità di un'ampia scalinata dalla quale domina il lato occidentale della piazza. Eretta forse nel 1056 e sicuramente consacrata nel 1148 venne prima ristrutturata nel 1239 e poi ingrandita nel 1460 su progetto di Giuliano da Maiano.
La spoglia facciata è il frutto della sistemazione duecentesca per poi essere più volte trasformata nel corso dei secoli con l'apertura delle due porte laterali e delle finestre circolari. L'interno a tre navate divise da colonne richiama lo stile delle pievi casentinesi; le navate furono coperte da volte nel XIV secolo, nel XV secolo Giuliano da Maiano progettò l'allungamento della crociera e del presbiterio e costruì le cappelle della Concezione e di Santa Fina. Tutte le pareti e le volte sono ricoperte di affreschi realizzati da vari artisti e principalmente da Lippo Memmi e da Bartolo di Fredi. Nel corso della seconda guerra mondiale la chiesa ed i suoi affreschi subirono notevoli danni, riparati da ripetute campagne di restauri.
   - 27.3.2011"&gt;
		&lt;img src="http://www.arandan.net/thumbs/5733-san_gimignano_2011_210.jpg" alt="Le chiese 
La Collegiata di Santa Maria Assunta, conosciuta anche come il Duomo di San Gimignano è la chiesa principale di San Gimignano.
Situata in piazza del Duomo è alla sommità di un'ampia scalinata dalla quale domina il lato occidentale della piazza. Eretta forse nel 1056 e sicuramente consacrata nel 1148 venne prima ristrutturata nel 1239 e poi ingrandita nel 1460 su progetto di Giuliano da Maiano.
La spoglia facciata è il frutto della sistemazione duecentesca per poi essere più volte trasformata nel corso dei secoli con l'apertura delle due porte laterali e delle finestre circolari. L'interno a tre navate divise da colonne richiama lo stile delle pievi casentinesi; le navate furono coperte da volte nel XIV secolo, nel XV secolo Giuliano da Maiano progettò l'allungamento della crociera e del presbiterio e costruì le cappelle della Concezione e di Santa Fina. Tutte le pareti e le volte sono ricoperte di affreschi realizzati da vari artisti e principalmente da Lippo Memmi e da Bartolo di Fredi. Nel corso della seconda guerra mondiale la chiesa ed i suoi affreschi subirono notevoli danni, riparati da ripetute campagne di restauri.
   - 27.3.2011" style="border: 1px solid #000000;" /&gt;
		&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Le chiese 
La Collegiata di Santa Maria Assunta, conosciuta anche come il Duomo di San Gimignano è la chiesa principale di San Gimignano.
Situata in piazza del Duomo è alla sommità di un'ampia scalinata dalla quale domina il lato occidentale della piazza. Eretta forse nel 1056 e sicuramente consacrata nel 1148 venne prima ristrutturata nel 1239 e poi ingrandita nel 1460 su progetto di Giuliano da Maiano.
La spoglia facciata è il frutto della sistemazione duecentesca per poi essere più volte trasformata nel corso dei secoli con l'apertura delle due porte laterali e delle finestre circolari. L'interno a tre navate divise da colonne richiama lo stile delle pievi casentinesi; le navate furono coperte da volte nel XIV secolo, nel XV secolo Giuliano da Maiano progettò l'allungamento della crociera e del presbiterio e costruì le cappelle della Concezione e di Santa Fina. Tutte le pareti e le volte sono ricoperte di affreschi realizzati da vari artisti e principalmente da Lippo Memmi e da Bartolo di Fredi. Nel corso della seconda guerra mondiale la chiesa ed i suoi affreschi subirono notevoli danni, riparati da ripetute campagne di restauri.
   - 27.3.2011&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La facciata che domina la piazza è di epoca romanica, risalente alla sistemazione duecentesca. La facciata a salienti sorge al posto della primitiva abside appartenente all'edificio del 1148[33]; è preceduta da una scalinata ed è aperta da un doppio portale con arco e lunetta monolitica a tutto sesto e con la ghiera decorata a cordone, interessante è la presenza, nell'archivolto, di conci di gabbro, caso estremamente raro da trovarsi[33]. Tutto il paramento della facciata è in travertino e poco sotto il rosone centrale è aperto da una feritoia obliterata, generalmente riconosciuta come unico elemento rimasto dell'antica abside[36][37], anche se non mancano voci discordi[33]. La facciata è il frutto del cambio di orientamento della chiesa, avvenuto nella seconda metà del XII secolo; è facilmente notabile come tale intervento sia posteriore alla fase primitiva dell'edificio come si può vedere nel raccordo con i fianchi della chiesa ma precedente al rialzamento in cotto della navata centrale e perciò non è possibile datare al 1239 la realizzazione della facciata. &lt;/p&gt;</description>
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	<media:title>Le chiese 
La Collegiata di Santa Maria Assunta, conosciuta anche come il Duomo di San Gimignano è la chiesa principale di San Gimignano.
Situata in piazza del Duomo è alla sommità di un'ampia scalinata dalla quale domina il lato occidentale della piazza. Eretta forse nel 1056 e sicuramente consacrata nel 1148 venne prima ristrutturata nel 1239 e poi ingrandita nel 1460 su progetto di Giuliano da Maiano.
La spoglia facciata è il frutto della sistemazione duecentesca per poi essere più volte trasformata nel corso dei secoli con l'apertura delle due porte laterali e delle finestre circolari. L'interno a tre navate divise da colonne richiama lo stile delle pievi casentinesi; le navate furono coperte da volte nel XIV secolo, nel XV secolo Giuliano da Maiano progettò l'allungamento della crociera e del presbiterio e costruì le cappelle della Concezione e di Santa Fina. Tutte le pareti e le volte sono ricoperte di affreschi realizzati da vari artisti e principalmente da Lippo Memmi e da Bartolo di Fredi. Nel corso della seconda guerra mondiale la chiesa ed i suoi affreschi subirono notevoli danni, riparati da ripetute campagne di restauri.
   - 27.3.2011</media:title>
</item>
<item>
	<pubDate>Mer, 11 Maggio 2011 13:26:37 +0200</pubDate>
	<title>  Il borgo è quasi interamente contenuto nelle mura duecentesche. Gli assi principali dell'insediamento sono due:
•	uno est-ovest, più antico (X secolo), che collegava il poggio della Torre, dove si trovava un castello vescovile, e la collina di Montestaffoli, luogo di Mercato (oggi occupato dalla rocca). 
•	Uno nord-sud, più ampio, dalla Porta San Giovanni alla Porta San Matteo, sul quale passava la via Francigena. 
Nell'interezione delle due direttrici principali, nel punto altimetricamente più elevato, si trovano le piazze cittadine: piazza del Duomo e piazza della Cisterna. Piazza Pecori è un pittoresco slargo sul fianco della collegiata che assomiglia più a un cortile interno privato.
Affacciate sulle piazze e sulle vie principali si trovano le torri e case-torri dell'antica aristocrazia mercantile e finanziaria, architetture eccezionali per numero e per stato di conservazione.
Oggi tutti gli edifici appaiono attaccati l'uno all'altro ma osservando attentamente si può notare che in passato tra una casa e l'altra vi fosse uno spazio molto stretto (ora riempito con mattoni). Questi interstizi sono troppo stretti per permettere il passaggio di una persona (sono infatti larghi quanto un mattone), e venivano chiamati vicoli dei malvicini poiché erano dovuti agli attriti sociali tra compaesani e quando qualcuno non permetteva al futuro vicino di costruire l'abitazione a ridosso della propria si creavano inevitabilmente questi interstizi. Il vantaggio di costruire a ridosso di un edificio esistente sta nel fatto che è sufficiente costruire solo tre pareti esterne, risparmiando così materiale e manodopera. - 27.3.2011</title>
	<link>http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5732</link>
	<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5732"  
		title="  Il borgo è quasi interamente contenuto nelle mura duecentesche. Gli assi principali dell'insediamento sono due:
•	uno est-ovest, più antico (X secolo), che collegava il poggio della Torre, dove si trovava un castello vescovile, e la collina di Montestaffoli, luogo di Mercato (oggi occupato dalla rocca). 
•	Uno nord-sud, più ampio, dalla Porta San Giovanni alla Porta San Matteo, sul quale passava la via Francigena. 
Nell'interezione delle due direttrici principali, nel punto altimetricamente più elevato, si trovano le piazze cittadine: piazza del Duomo e piazza della Cisterna. Piazza Pecori è un pittoresco slargo sul fianco della collegiata che assomiglia più a un cortile interno privato.
Affacciate sulle piazze e sulle vie principali si trovano le torri e case-torri dell'antica aristocrazia mercantile e finanziaria, architetture eccezionali per numero e per stato di conservazione.
Oggi tutti gli edifici appaiono attaccati l'uno all'altro ma osservando attentamente si può notare che in passato tra una casa e l'altra vi fosse uno spazio molto stretto (ora riempito con mattoni). Questi interstizi sono troppo stretti per permettere il passaggio di una persona (sono infatti larghi quanto un mattone), e venivano chiamati vicoli dei malvicini poiché erano dovuti agli attriti sociali tra compaesani e quando qualcuno non permetteva al futuro vicino di costruire l'abitazione a ridosso della propria si creavano inevitabilmente questi interstizi. Il vantaggio di costruire a ridosso di un edificio esistente sta nel fatto che è sufficiente costruire solo tre pareti esterne, risparmiando così materiale e manodopera. - 27.3.2011"&gt;
		&lt;img src="http://www.arandan.net/thumbs/5732-san_gimignano_2011_138.jpg" alt="  Il borgo è quasi interamente contenuto nelle mura duecentesche. Gli assi principali dell'insediamento sono due:
•	uno est-ovest, più antico (X secolo), che collegava il poggio della Torre, dove si trovava un castello vescovile, e la collina di Montestaffoli, luogo di Mercato (oggi occupato dalla rocca). 
•	Uno nord-sud, più ampio, dalla Porta San Giovanni alla Porta San Matteo, sul quale passava la via Francigena. 
Nell'interezione delle due direttrici principali, nel punto altimetricamente più elevato, si trovano le piazze cittadine: piazza del Duomo e piazza della Cisterna. Piazza Pecori è un pittoresco slargo sul fianco della collegiata che assomiglia più a un cortile interno privato.
Affacciate sulle piazze e sulle vie principali si trovano le torri e case-torri dell'antica aristocrazia mercantile e finanziaria, architetture eccezionali per numero e per stato di conservazione.
Oggi tutti gli edifici appaiono attaccati l'uno all'altro ma osservando attentamente si può notare che in passato tra una casa e l'altra vi fosse uno spazio molto stretto (ora riempito con mattoni). Questi interstizi sono troppo stretti per permettere il passaggio di una persona (sono infatti larghi quanto un mattone), e venivano chiamati vicoli dei malvicini poiché erano dovuti agli attriti sociali tra compaesani e quando qualcuno non permetteva al futuro vicino di costruire l'abitazione a ridosso della propria si creavano inevitabilmente questi interstizi. Il vantaggio di costruire a ridosso di un edificio esistente sta nel fatto che è sufficiente costruire solo tre pareti esterne, risparmiando così materiale e manodopera. - 27.3.2011" style="border: 1px solid #000000;" /&gt;
		&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;  Il borgo è quasi interamente contenuto nelle mura duecentesche. Gli assi principali dell'insediamento sono due:
•	uno est-ovest, più antico (X secolo), che collegava il poggio della Torre, dove si trovava un castello vescovile, e la collina di Montestaffoli, luogo di Mercato (oggi occupato dalla rocca). 
•	Uno nord-sud, più ampio, dalla Porta San Giovanni alla Porta San Matteo, sul quale passava la via Francigena. 
Nell'interezione delle due direttrici principali, nel punto altimetricamente più elevato, si trovano le piazze cittadine: piazza del Duomo e piazza della Cisterna. Piazza Pecori è un pittoresco slargo sul fianco della collegiata che assomiglia più a un cortile interno privato.
Affacciate sulle piazze e sulle vie principali si trovano le torri e case-torri dell'antica aristocrazia mercantile e finanziaria, architetture eccezionali per numero e per stato di conservazione.
Oggi tutti gli edifici appaiono attaccati l'uno all'altro ma osservando attentamente si può notare che in passato tra una casa e l'altra vi fosse uno spazio molto stretto (ora riempito con mattoni). Questi interstizi sono troppo stretti per permettere il passaggio di una persona (sono infatti larghi quanto un mattone), e venivano chiamati vicoli dei malvicini poiché erano dovuti agli attriti sociali tra compaesani e quando qualcuno non permetteva al futuro vicino di costruire l'abitazione a ridosso della propria si creavano inevitabilmente questi interstizi. Il vantaggio di costruire a ridosso di un edificio esistente sta nel fatto che è sufficiente costruire solo tre pareti esterne, risparmiando così materiale e manodopera. - 27.3.2011&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Il centro cittadino si articola sulle direttrici principali di via San Giovanni, via San Matteo, che convergono nelle due piazze attigue di piazza della Cisterna e piazza del Duomo. La zona nord è attraversata da via Folgore da San Gimignano ed ha come punto focale piazza Sant'Agostino.
San Gimignano è soprattutto famosa per le quindici torri medievali che ancora svettano sul suo panorama, che le hanno valso il soprannome di Manhattan del medioevo. Delle 72 tra torri e case-torri, esistenti nel periodo d'oro del Comune, ne restavano venticinque nel 1580 ed oggi ne restano circa quattordici ufficiali, con altre scapitozzate intravedibili nel tessuto urbano. La più antica è la torre Rognosa, che è alta 51 metri, mentre la più alta è la Torre del Podestà, detta anche Torre Grossa, di 54 metri. Un regolamento del 1255 vietò ai privati di erigere torri più alte della Torre del Podestà, anche se le due famiglie più importanti, Ardinghelli e Salvucci, non potendola rispettare, fecero costruire due torri poco più basse della torre &quot;Grossa&quot; di quasi eguale grandezza, per dimostrare la propria potenza.
 &lt;/p&gt;</description>
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	<media:title>  Il borgo è quasi interamente contenuto nelle mura duecentesche. Gli assi principali dell'insediamento sono due:
•	uno est-ovest, più antico (X secolo), che collegava il poggio della Torre, dove si trovava un castello vescovile, e la collina di Montestaffoli, luogo di Mercato (oggi occupato dalla rocca). 
•	Uno nord-sud, più ampio, dalla Porta San Giovanni alla Porta San Matteo, sul quale passava la via Francigena. 
Nell'interezione delle due direttrici principali, nel punto altimetricamente più elevato, si trovano le piazze cittadine: piazza del Duomo e piazza della Cisterna. Piazza Pecori è un pittoresco slargo sul fianco della collegiata che assomiglia più a un cortile interno privato.
Affacciate sulle piazze e sulle vie principali si trovano le torri e case-torri dell'antica aristocrazia mercantile e finanziaria, architetture eccezionali per numero e per stato di conservazione.
Oggi tutti gli edifici appaiono attaccati l'uno all'altro ma osservando attentamente si può notare che in passato tra una casa e l'altra vi fosse uno spazio molto stretto (ora riempito con mattoni). Questi interstizi sono troppo stretti per permettere il passaggio di una persona (sono infatti larghi quanto un mattone), e venivano chiamati vicoli dei malvicini poiché erano dovuti agli attriti sociali tra compaesani e quando qualcuno non permetteva al futuro vicino di costruire l'abitazione a ridosso della propria si creavano inevitabilmente questi interstizi. Il vantaggio di costruire a ridosso di un edificio esistente sta nel fatto che è sufficiente costruire solo tre pareti esterne, risparmiando così materiale e manodopera. - 27.3.2011</media:title>
</item>
<item>
	<pubDate>Mer, 11 Maggio 2011 13:26:14 +0200</pubDate>
	<title>  San Gimignano è un comune toscano di 7.105 abitanti situato in provincia di Siena.
Per la caratteristica architettura medioevale del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell'aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età comunale[1]. - 27.3.2011</title>
	<link>http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5731</link>
	<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5731"  
		title="  San Gimignano è un comune toscano di 7.105 abitanti situato in provincia di Siena.
Per la caratteristica architettura medioevale del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell'aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età comunale[1]. - 27.3.2011"&gt;
		&lt;img src="http://www.arandan.net/thumbs/5731-san_gimignano_2011_158.jpg" alt="  San Gimignano è un comune toscano di 7.105 abitanti situato in provincia di Siena.
Per la caratteristica architettura medioevale del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell'aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età comunale[1]. - 27.3.2011" style="border: 1px solid #000000;" /&gt;
		&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;  San Gimignano è un comune toscano di 7.105 abitanti situato in provincia di Siena.
Per la caratteristica architettura medioevale del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell'aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età comunale[1]. - 27.3.2011&lt;/p&gt;&lt;p&gt; Le origini 
San Gimignano sorse su un sito abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.C., come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici (soprattutto tombe) nel territorio circostante. Il colle era stato scelto sicuramente per questioni strategiche, essendo dominante (324 m s.l.m.) sull'alta Val d'Elsa.
Sulle pendici del Monte Maggio sono presenti i ruderi di Castelvecchio, un villaggio di epoca longobarda.
La prima menzione risale al 929.
Nel Medioevo la città si trovava su una delle direttrici della via Francigena, che Sigerico, arcivescovo di Canterbury, percorse tra il 990 e il 994 e che per lui rappresentò la XIX tappa (Mansio) del suo itinerario di ritorno da Roma verso l'Inghilterra. Sigerico la nominò Sce Gemiane, segnalando il borgo anche come punto di intersezione con la strada fra Pisa e Siena.&lt;/p&gt;</description>
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	<media:title>  San Gimignano è un comune toscano di 7.105 abitanti situato in provincia di Siena.
Per la caratteristica architettura medioevale del suo centro storico è stato dichiarato dall'UNESCO patrimonio dell'umanità. Il sito di San Gimignano, nonostante alcuni ripristini otto-novecenteschi, è per lo più intatto nell'aspetto due-trecentesco ed è uno dei migliori esempi in Europa di organizzazione urbana dell'età comunale[1]. - 27.3.2011</media:title>
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<item>
	<pubDate>Mer, 11 Maggio 2011 13:22:16 +0200</pubDate>
	<title>San Gimignano sorse su un sito abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.C., come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici (soprattutto tombe) nel territorio circostante. Il colle era stato scelto sicuramente per questioni strategiche, essendo dominante (324 m s.l.m.) sull'alta Val d'Elsa. - 27.3.2011</title>
	<link>http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5730</link>
	<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5730"  
		title="San Gimignano sorse su un sito abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.C., come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici (soprattutto tombe) nel territorio circostante. Il colle era stato scelto sicuramente per questioni strategiche, essendo dominante (324 m s.l.m.) sull'alta Val d'Elsa. - 27.3.2011"&gt;
		&lt;img src="http://www.arandan.net/thumbs/5730-san_gimignano_2011_103.jpg" alt="San Gimignano sorse su un sito abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.C., come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici (soprattutto tombe) nel territorio circostante. Il colle era stato scelto sicuramente per questioni strategiche, essendo dominante (324 m s.l.m.) sull'alta Val d'Elsa. - 27.3.2011" style="border: 1px solid #000000;" /&gt;
		&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;San Gimignano sorse su un sito abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.C., come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici (soprattutto tombe) nel territorio circostante. Il colle era stato scelto sicuramente per questioni strategiche, essendo dominante (324 m s.l.m.) sull'alta Val d'Elsa. - 27.3.2011&lt;/p&gt;&lt;p&gt;La prima menzione risale al 929.Nel Medioevo la città si trovava su una delle direttrici della via Francigena, che Sigerico, arcivescovo di Canterbury, percorse tra il 990 e il 994 e che per lui rappresentò la XIX tappa (Mansio) del suo itinerario di ritorno da Roma verso l'Inghilterra. Sigerico la nominò Sce Gemiane, segnalando il borgo anche come punto di intersezione con la strada fra Pisa e Siena.Secondo la tradizione il nome derivò dal santo vescovo di Modena, che avrebbe difeso il villaggio dall'occupazione di Attila.&lt;/p&gt;</description>
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	<media:title>San Gimignano sorse su un sito abitato sicuramente dagli etruschi, almeno dal III secolo a.C., come testimoniano i numerosi ritrovamenti archeologici (soprattutto tombe) nel territorio circostante. Il colle era stato scelto sicuramente per questioni strategiche, essendo dominante (324 m s.l.m.) sull'alta Val d'Elsa. - 27.3.2011</media:title>
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	<pubDate>Dom, 06 Feb 2011 23:13:51 +0100</pubDate>
	<title>Nuova Immagine (no testo alternativo) - 26.9.2010</title>
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	<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5606"  
		title="Nuova Immagine (no testo alternativo) - 26.9.2010"&gt;
		&lt;img src="http://www.arandan.net/thumbs/5606-img_5208.JPG" alt="Nuova Immagine (no testo alternativo) - 26.9.2010" style="border: 1px solid #000000;" /&gt;
		&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nuova Immagine (no testo alternativo) - 26.9.2010&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description>
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	<pubDate>Dom, 06 Feb 2011 23:11:10 +0100</pubDate>
	<title>Nuova Immagine (no testo alternativo) - 26.9.2010</title>
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	<description>&lt;p&gt;&lt;a href="http://www.arandan.net/?level=picture&amp;id=5605"  
		title="Nuova Immagine (no testo alternativo) - 26.9.2010"&gt;
		&lt;img src="http://www.arandan.net/thumbs/5605-img_5095.JPG" alt="Nuova Immagine (no testo alternativo) - 26.9.2010" style="border: 1px solid #000000;" /&gt;
		&lt;/a&gt;&lt;/p&gt;&lt;p&gt;Nuova Immagine (no testo alternativo) - 26.9.2010&lt;/p&gt;&lt;p&gt;&lt;/p&gt;</description>
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